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10 motivi per iniziare a praticare Yoga

Negli ultimi anni lo Yoga - in tutte le sue diverse espressioni - si è diffuso grandemente anche nel mondo Occidentale, infatti gli yogi e le yogini che si avvicinano a questa disciplina sono sempre più numerosi. Pur avendo origini antiche, ancora oggi la pratica dello Yoga riscuote grande successo e la ragione fondamentale per cui le persone decidono di iniziare risiede nel fatto che la vita odierna ci costringe a un ritmo di vita sempre più serrato e frenetico, e questo non fa altro che aumentare lo stress e l’incapacità di rilassarsi. Lo Yoga, anche se praticato saltuariamente (ve lo dico per esperienza personale), porta grandi benefici sia a livello fisico, sia a livello mentale. Del resto, anche se con un’accezione diversa da quella che vi attribuiamo al giorno d’oggi, già Giovenale parlava della famosa “mens sana in corpore sano”. Per questo abbiamo pensato di elencarvi dieci motivazioni per cui è utile iniziare a praticare, sperando di darvi qualche suggerimento nel caso in cui siate in fase decisionale o semplicemente curiosi:


1. Lo Yoga ti aiuta a sciogliere le tensioni 

Personalmente mi sono sempre interessata a discipline o sport più “movimentati” rispetto allo Yoga perché preferisco sfogare le tensioni della settimana cimentandomi in qualcosa di più attivo. Dopo qualche lezione, però, ho scoperto che in realtà anche lo Yoga – a differenza di quello che pensavo e che pensa molta gente – è attivo quanto altre discipline, semplicemente si tratta di un’attivazione diversa, che coinvolge altri muscoli, oltre ovviamente a coinvolgere l’area mentale.

Per esempio, vi è mai capitato di avere le spalle tese a forza di stare perennemente curvi a scrivere sulla tastiera? Oppure di percepire un fastidioso indolenzimento a livello lombare causato dalle troppe ore trascorse in piedi? (FYI: la schiena è uno dei luoghi dove si scaricano maggiormente le tensioni, #sapevatelo).

Ecco, lo Yoga aiuta a sciogliere tutti i “nodi” che si creano durante la giornata o la settimana (se praticate più di rado) e vi restituisce un senso di relax non appena avete terminato la vostra sessione.


2. Lo Yoga ti “costringe” a focalizzarti sulle sensazioni corporee

Per quanto mi riguarda faccio sempre una grande fatica a concentrarmi sul mio corpo nel quotidiano; solitamente inizio a farci caso quando ormai la tensione è alle stelle e ho necessariamente bisogno di fare qualche esercizio per distendermi (pena il colpo della strega). Questo perché, come già anticipavo all’inizio, il ritmo stressante della vita odierna ci costringe a essere iper funzionali da ogni punto di vista, sempre concentrati, sempre performanti, ma ci ha fatto dimenticare che è egualmente importante ascoltare quello che il nostro corpo e la nostra mente ci trasmettono nei momenti in cui non li sovraccarichiamo. Lo Yoga, quindi, ci costringe e ci aiuta a concentrarci sulle nostre sensazioni corporee, a quello che ci vuole comunicare la tensione accumulata. Dove la sentiamo? A livello della schiena, del collo? Nella mancanza di concentrazione? Bastano pochi semplici esercizi per migliorare la sensazione di “peso” che sentiamo e, più pratichiamo con costanza, più il beneficio sarà duraturo nel tempo.


3. Lo Yoga ti fa attivare dei muscoli che neanche pensavi di avere

A volte, quando termino la lezione di Yoga, sono paradossalmente più dolorante di quando ho cominciato. Domanda da 1.000.000 di dollari: scusa ma non avevi appena detto che appena hai finito ti senti meglio e più rilassata? Sì, e lo ribadisco, ma è anche vero che rilassare quei muscoli che durante la giornata vengono “usati” male e stanno costantemente in tensione, non è immediato e ci vuole un po’ di allenamento.

Io vado a zumba una volta alla settimana e sono allenata a muovere determinati muscoli, quindi quando la lezione si conclude non mi sento particolarmente affaticata dal punto di vista fisico, perché sono abituata; chiaro che, facendo Yoga meno spesso, i muscoli che utilizzo sono meno “preparati” e quindi prima di riscontrare un beneficio effettivo, mi ci è voluto un periodo di adattamento.

Aggiungo che essendo lo Yoga una disciplina che richiede anche un lavoro mentale (sebbene tutti gli sport e le discipline siano ottimi per aumentare il grado di serotonina e per migliorare quindi il nostro benessere psicofisico), lo sforzo è ovviamente più intenso rispetto a un’attività in cui non è richiesta questa tipologia di allenamento.


4. Lo Yoga ti aiuta a respirare in modo corretto

Lo confesso, io respiro da sempre “malissimo”, anche se ultimamente sono migliorata.

Da brava ansiosa quale sono, a volte la mia respirazione diventa solo quella che si definisce clavicolare, quindi, per capirci, muovo sostanzialmente solo la parte superiore del corpo che coinvolge appunto clavicole e spalle. Tuttavia, sebbene sia un tipo di respirazione riconosciuto nello Yoga, in realtà è quello più errato perché attiva solo l’area più piccola dei polmoni, quindi la gabbia toracica non si espande totalmente, come accade invece nella respirazione omonima o in quella diaframmatica.

Quando ho iniziato a fare Yoga mi sembrava sinceramente impossibile poter cambiare modalità, anche perché, come sempre all’inizio, se non sei abituato le prime volte risulta molto complicato invitare il tuo corpo a fare un cambiamento. Eppure posso confermare che quella diaframmatica, anche se inizialmente può essere ostica, è un respirazione che, partendo dal fondo e risalendo fino in cima, consente alla cassa toracica di espandersi correttamente e di riempire quindi completamente i polmoni.

Nella pratica dell’Hatha Yoga, per esempio, si utilizza spesso la respirazione pranayama (termine composto da “prana” che rappresenta l’energia vitale e da “ayama” che rappresenta l’espansione, l’estensione), che può essere eseguita in modalità diverse (se googlate il termine troverete numerosi link che approfondiscono l’argomento), ma tutte hanno l’obiettivo di disciplinare i respiro attraverso tre step: espirazione, inspirazione e il passaggio tra questi due in cui si trattiene momentaneamente il respiro.


5. Lo Yoga ti insegna ad accettare i pensieri e a “lasciare andare”

Quante volte ci troviamo a pensare nello stesso momento a 10 cose diverse? Cominciamo a pensare che dobbiamo fare la spesa, rispondere a quella mail, chiamare quell’amico/a, leggere i 382 libri che abbiamo impilato sulla scrivania negli ultimi mesi e così via.

Tutto questo provoca uno stress non indifferente alla nostra mente e il dramma è che noi siamo sempre bravissimi a ricoprire il ruolo di giudice che ci rimprovera per quello che non stiamo facendo, indipendentemente dal momento della nostra vita in cui ci troviamo.

Pazienza se magari abbiamo passato una brutta giornata e l’ultima cosa che ci serve è richiamarci all’ordine perché siamo già abbastanza stanchi e abbiamo bisogno di un attimo di pausa, tendiamo comunque a mettere in atto la modalità del “devo fare tutto subito”, senza realizzare che a volte bisogna imparare ad accettare i nostri limiti e a “lasciare andare” le zavorre quotidiane senza giudicare.


6. Lo Yoga ti fa rallentare il ritmo

Io vivo perennemente di fretta. Mi sembra di avere sempre poco tempo per fare tutto, vorrei fare 152 cose in un giorno e se non ci riesco, solitamente, mi urto a dismisura.

Ovviamente quando torno a ragionare razionalmente capisco che, anche se 8 ore le trascorro in ufficio e almeno altre 7 (se va bene) a dormire, mi rendo conto che la questione non è tanto il non avere tempo a disposizione perché avrei comunque altre 9 ore da impiegare bene o male come preferisco (momento dei pasti escluso), ma piuttosto il fatto che io sono talmente focalizzata sul "fare tutto" che perdo un sacco di tempo a decidere quale sia la cosa più importante da iniziare e a vivere con il fiato sul collo.

Questa premessa mi serviva a farmi capire che, anche se le prime volte mi innervosivo solo all’idea, vi posso garantire che sedermi nella posizione del loto su un tappetino di Yoga e focalizzarmi sul mio respiro (o almeno provarci), mi aiuta subito a riprendere un ritmo più “umano”, a ritagliarmi un momento per me in cui riacquisire la mia pace interiore e seguire il mio ritmo reale, senza che debba necessariamente seguire quello che mi viene imposto a lavoro, a casa, o dalla mia fretta di fare e di essere sempre sul pezzo.


7. Lo Yoga ti fa staccare la spina

Non sempre è facile trovare un momento da dedicare completamente a noi stessi: c’è sempre la telefonata al momento sbagliato, da cucinare la schiscetta per il giorno dopo, da fare la spesa, aiutare la nonna, portare fuori il cane e via discorrendo. Sempre tornando al discorso della vita frenetica a cui siamo sottoposti, è chiaro che trovare il tempo per rilassarsi sia difficile, anche se si tratta di mezz’ora. Tuttavia, mi spiace dovervi comunicare che la responsabilità di staccare la spina e di ricaricarci è solo ed esclusivamente nostra (e qui lo Yoga non c’entra, se staccate la spina facendo snowboard va bene comunque, l’importante è farlo con una certa regolarità).

Il plus dello Yoga, specialmente se fatto in gruppo a lezione, è che il clima stesso che si crea ti consente di alleggerire la mente e di “entrare” nel mood giusto, quello dove tutto il mondo con le sue preoccupazioni dettate dal lavoro, dalla famiglia o da qualsiasi altra distrazione esterna, rimane momentaneamente fuori.

Quando si inizia ad essere un po’ più allenati e disciplinati, secondo me si riesce a trovare questo mood anche se si pratica da soli.


8. Lo Yoga rinforza il sistema immunitario 

Il presupposto è sempre quello che le malattie infiammatorie intestinali vengano affrontate a tutto tondo. Si prescrivono i farmaci, si calibra l’alimentazione ma si deve tener conto anche dell’aspetto emozionale. Lo yoga è efficace nel ridurre lo stress e nel rimodulare la comunicazione bi-direzionale intestino-cervello (significa che ciò che accade nella testa influenza la salute della pancia, ma anche il contrario)”. 

Dalle parole del Professor Antonio Di Sabatino è chiara la relazione tra malattie e benessere mentale, infatti nel 2018 il Policlinico di Pavia ha avviato, proprio su iniziativa di Di Sabatino, un progetto pioneristico che consisteva nel proporre un programma di 12 settimane di Yoga (2 ore al giorno) a pazienti che soffrivano di malattie infiammatorie croniche intestinali come per esempio la colite ulcerosa o il morbo di Chron.

Da questo esperimento si è potuto constatare appena dopo un mese che i sintomi dei pazienti si erano nettamente ridotti e che i benefici permanevano anche dopo il termine della pratica.

L’impatto dello Yoga a livello psicologico è fondamentale nel modificare la nostra percezione e gestione del disagio e anche nel ridurre l’incidenza della riattivazione di malattia.

Ormai oggi è risaputo che per avere un sistema immunitario sano, non è sufficiente seguire una dieta corretta e fare sport per mantenersi in forma, ma anche curare il nostro benessere psicofisico.


9. Lo Yoga migliora equilibrio e flessibilità 

Ricordo che da bambina, come sicuramente anche gran parte di voi, riuscivo a tirarmi la gamba quasi fin dietro la testa e mi flettevo come una spiga di grano.

Con gli anni, ovviamente, la mia capacità di fare la contorsionista è diminuita e non mi sento più

fatta di gomma (direi più di cemento armato in alcuni casi), anche perché la mia postura non è delle migliori e stare seduta al pc 8 ore non credo che rientri tra le migliori indicazioni mediche.

Nonostante questo, ho trovato grazie allo Yoga un modo per stendere i muscoli più contratti e la

sensazione è effettivamente quella di averli più allungati e di essere meno incriccata rispetto al

solito.

In più, numerose asana proposte dallo Yoga si focalizzano anche sul miglioramento dell’equilibrio, che – come ormai avrete capito - non è solo fisico nel senso stretto del termine, perché per stare su un piede solo nella posizione del Vrksasana (posizione dell’albero: https://it.wikipedia.org/wiki/Vrikshasana), per esempio, non è sufficiente che io sia flessibile come un’acrobata, è anche necessario che io abbia una mente allenata a tenere il centro e a non distrarsi durante la pratica, quindi è anche una questione di equilibrio mentale.


10. Lo Yoga (e la meditazione) ti aiuta a controllare le emozioni

Ultimo, ma non meno importante, lo Yoga aiuta a controllare le proprie emozioni, a recuperare il nostro equilibrio quando per qualche motivo non ci sentiamo centrati o ci sentiamo sopraffatti da una o più emozioni che ci destabilizzano.

Ci sono proprio delle asana in particolare che ci aiutano a rilassarci e che, anche a livello corporeo, ci calmano.

Per esempio Balasana (la posizione del bambino: https://en.wikipedia.org/wiki/Balasana) ci trasmette sensazioni di rilassamento e ci aiuta a trasportare la mente in uno stato meditativo, aspetto che porta calma e sollievo dallo stress; oppure Bhujhangasana (la posizione del cobra: https://it.wikipedia.org/wiki/Bhujangasana), una posizione che ha l’obiettivo di aprire il cuore e di conseguenza i polmoni, che si riempiono d’aria in modo completo aiutando a diminuire lo stress e ad aumentare invece le  emozioni positive; o ancora Shavasana (la posizione del cadavere: https://it.wikipedia.org/wiki/Shavasana) in cui “semplicemente” ci si sdraia supini e si porta attenzione al proprio respiro, cercando di rilassare il più possibile qualsiasi parte del corpo, generando così un profondo rilassamento psicofisico.

Ovviamente, per praticare al meglio, resta inteso che è sempre utile aggiungere alle asana anche delle sessioni di meditazione e di respirazione pranayama, per trarre tutto il beneficio possibile da questa disciplina.


Fateci sapere se siete pronti per la prima lezione!


 
 
 
 

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