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5 Libri dall’India

Aggiornamento: 26 ott 2020

1. L'ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE

Jan-Philipp Sendker

“Con meraviglia si accorse che non c’era un cuore che batteva uguale all’altro, così come non esistono due voci identiche. Alcuni battevano limpidi e leggeri come voci di fanciulli, da altri scaturiva un suono simile al martellare selvaggio di un picchio. Qualcuno ricordava il pigolare concitato di un pulcino, altri vibravano in modo così quieto e regolare da ricordargli l’orologio a pendolo che Su Kyi caricava ogni sera a casa dello zio.”

Un amore puro, sincero, che non viene intaccato dalla distanza o dal tempo.

Così U Ba definisce l’amore tra Tin Win e Mi Mi, mentre Julia – sconcertata e incredula – ascolta con attenzione la vera storia di suo padre, un padre scomparso da anni di cui non si sono avute più notizie, un padre che ha abbandonato una famiglia per rincorrere qualcosa di altrettanto importante.

Tin Win che non ha la possibilità di vedere, Mi Mi che non ha la possibilità di camminare: così si incontrano due anime molto simili, che sanno completarsi e comprendersi come nessun altro sembra essere in grado di fare.


Con il supporto di Su Kyi e di U May e trascorrendo il suo tempo al Monastero, Tin Win riesce a crescere con dei valori, imparando a sopravvivere in un mondo dove non gli è consentito di vedere, ma in cui può sentire più di ogni altro essere umano.


Nonostante un primo momento di sconforto e rabbia, Julia comprende finalmente la vera natura di suo padre, lasciandosi trasportare dai ricordi e addentrandosi nelle profondità di un passato che, seppure nel dolore, sarà alla fine capace di accettare.


TIPS – A chi lo consiglio

Una storia molto particolare e intensa a mio avviso difficile da comprendere se non si è nel momento “giusto”; prima di iniziare a leggere questo libro, nonostante io l’abbia acquistato diverso tempo fa, ho infatti atteso fino a quando non mi sono sentita nel mood adatto.

L’ho trovato un libro capace di donare un grande spunto di riflessione al lettore, che si trova a fare i conti con quello che è davvero significativo per sé, ad affrontare il tema della morte e ad accettarla come una delle fasi della vita, a capire che ogni persona intende l’amore in modo differente e, non per questo, significa che il sentimento sia meno autentico del nostro.

Adatto ai veri romantici che credono nell’anima gemella e a tutti quelli che hanno bisogno di fare pace con un’infanzia non tanto serena.


2. L'UOMO DI CALCUTTA Abir Mukherjee

“E lei, signore?” chiese Banerjee. “Cosa la porta Calcutta?”

Non risposi.

Cosa potevo dirgli?

Che ero sopravvissuto a una guerra dove erano morti mio fratello e i miei amici?

Che ero stato ferito e rispedito a casa, solo per scoprire che durante la mia convalescenza in ospedale mia moglie era morta d’influenza?

Che ero stanco di un’Inghilterra in cui non credevo più?

Fare certe affermazioni era considerato sconveniente.

Perciò gli dissi quello che dicevo a tutti.

“Mi ero stufato della pioggia, sergente.”

Ci troviamo nella umida e soffocante Calcutta del 1919, dove – dopo un primo difficoltoso approccio a un mondo tanto diverso dall’Inghilterra – il capitano britannico Sam Wyndham, veterano della Grande Guerra, si vede coinvolto nell’indagine relativa a un caso di omicidio. Il cadavere, rinvenuto in una scomposta posizione in un vicolo cieco alla periferia della città e con un biglietto minaccioso riposto in bocca, si scopre appartenere ad Alexander MacAuley, assistente del Vicegovernatore: che si tratti di un assassinio politico?

Siamo infatti nel periodo storico in cui ha luogo il massacro di Amritsar nel Punjabda, evento che costringe Wyndham a confrontarsi non solo con un’indagine contorta e oscura, ma anche con le lotte intestine del nuovo Paese in cui ha da poco messo piede.

Fatte le prime considerazioni sul caso, Wyndham – non senza difficoltà – si mette alla ricerca del colpevole con l’aiuto di Digby e del sergente indiano “Surrender-not” Banerjee, interrogando tutti i personaggi più influenti del posto e passando dai salotti di ricchi imprenditori, a bordelli diroccati e a fumerie d’oppio delle zone più malfamate.


Un caso non facile da risolvere, insomma, raccontato attraverso una trama ben organizzata e capace di intrigare grazie a tutti i colpi di scena e all’adrenalina che condisce la storia.

Riuscirà il nostro Wyndham a risolvere il caso tra una chiamata del capo della polizia Lord Taggart e un malinconico momento di ricordi?


TIPS – A chi lo consiglio Sicuramente un intrigante giallo che non ti fa staccare gli occhi fino all’ultima pagina, intriso anche di tematiche politiche e legate alla razza capaci di renderlo un libro contemporaneo nonostante sia ambientato in un’epoca relativamente lontana e di far tornare il lettore indietro nel tempo, a un momento in cui la discriminazione razziale ha ancora una valenza importante.

Come sempre anche qui (ormai lo sapete che io non posso stare senza storie d’amore!), non mancano i riferimenti alla storia sentimentale particolarmente sofferta del nostro protagonista, il che lo rende un personaggio più “umano”, aspetto che mi ha consentito di avvicinarmi alla sua storia e di entrare più in confidenza con il personaggio.

Se siete appassionati di storia e allo stesso tempo di gialli avventurosi, questo è il libro che fa per voi.


3. MANGIA, PREGA, AMA Elizabeth Gilbert

“Ma per il momento non intendo fare niente del genere. Quanto mi sento sola, in questi giorni, penso: se ti senti sola, sta sola, Liz. Disegna una mappa della solitudine e, per una volta nella vita, fermati a studiarla. Goditi tutti quanto puoi, ma non usare più il corpo o i sentimenti di un’altra persona come un libretto di appunti per i tuoi desideri insoddisfatti.”


Si sa, quando si raggiungono i fatidici trenta per molte donne arriva la crisi : sarò pronta per un figlio? E se in realtà volessi fare carriera? Perché mi sono sposata così presto? Forse avrei dovuto comprare un cane o farmi i capelli rosa.

Così Liz, dopo anni di matrimonio insoddisfatto, decide di prendersi il classico “anno sabbatico” e – dopo un doloroso divorzio – parte per trascorrere 4 mesi in Italia, 4 in India e 4 in Indonesia alla ricerca della serenità, ma soprattutto di sé stessa.

In Italia, tra un piatto di pasta e l'altro, Liz si diletta finalmente con le lezioni di italiano, per imparare quella lingua che le fa provare emozioni vere, trascorrendo momenti di relax con nuovi amici, tutti da scoprire; è poi il turno dell’India dove, complice la pratica dello yoga e l’aiuto di un guru spirituale che la accompagna, Liz riesce finalmente a capire cosa significa davvero ascoltarsi e entrare in contatto con sé stessa, acquisendo sempre più sicurezza: tappa di un percorso tanto intenso, quanto fondamentale.

Tuttavia è l’Indonesia il vero punto di arrivo, dove Liz impara finalmente ad amarsi, a fidarsi e a donare nuovamente sé stessa.

E voi cosa fareste se improvvisamente vi stesse tutto stretto?

TIPS – A chi lo consiglio

Un romanzo autobiografico piacevole e rilassante, da leggere in spiaggia, sotto il sole, con le onde che fanno da sottofondo (a Milano ci sono 30 gradi, cercate di capirmi).

L’idea dell’autrice di suddividere il libro in capitoli, uno per ogni luogo visitato dalla protagonista, è sicuramente funzionale e consente al lettore di chiudere ogni volta una porta che segna un passo avanti nel cammino della nostra Liz e di accompagnarla nel tragitto.

Una storia che consiglio a chi si sente insicuro, momentaneamente insoddisfatto e che si sente oppresso dalla solitudine.

Con il suo scrivere genuino e semplice, l’autrice è capace di far sentire il lettore compreso, lungo un rassicurante viaggio di crescita interiore.

P.S. per chi non ne fosse al corrente, esiste anche il film omonimo in cui recita Julia Roberts. L’avete visto?

4. I DOLCI PROFUMI DEL BENGALA Chitra Banerjee Divakaruni

“Sbalordita al punto da ridursi a un silenzioso stupore, Bela si avvicinò al letto e si coricò, abbracciandosi il ventre, aspettando che l’esperienza si ripetesse, che il suo bambino tornasse a parlarle con il linguaggio del corpo. Un senso di tepore le pulsava nell’addome, diffondendosi attraverso le mani in tutte le membra. I problemi che fino a pochi minuti prima la turbavano tanto sbiadirono nella vampata di quel calore.”

Quattro donne, quattro storie e quattro generazioni che si intrecciano, tutte racchiuse nello stesso libro: Durga, Sabitri, Bela e infine Tara, ciascuna con il proprio carattere e le proprie aspirazioni.

Nel corso del romanzo conosciamo per prime Durga, la più anziana ma instancabile lavoratrice, conosciuta da tutti nel villaggio per i suoi famosi dolci e sua figlia Sabitri che sceglie di accantonare gli studi, magari in grado di concederle una vita differente, in nome dell'amore per il professore che sarà poi il padre di sua figlia Bela.

Bela, dal canto suo, sembra inizialmente accettare una situazione e una strada che è già stata tracciata per lei, come anche per tante altre donne indiane, se non fosse per l’arrivo di Sanjai, leader del partito comunista universitario, di cui si innamora appassionatamente e che la “costringe” in qualche modo a seguire le orme di Sabitri, con cui i rapporti si incrineranno inevitabilmente.


Trasferitasi in America, precisamente in California, Bela si trova a fare i conti con una vita a cui non era preparata e, proprio quando scopre di essere incinta, si assiste al punto di svolta della storia, perché sarà proprio la piccola e inquieta Tara a far riallacciare i rapporti tra Bela e Sabitri, una nonna tanto legata a una nipote mai vista e che cercherà di convincerla a non commettere gli stessi errori suoi e della madre, e a ricordarsi che l’indipendenza e la determinazione sono valori fondamentali.

TIPS – A chi lo consiglio

Se vi ricordate ho già nominato la stessa autrice nel mio articolo “5 libri per viaggiare senza autocertificazione”, quando ho citato “La maga delle spezie”; mi è piaciuto così tanto da convincermi a lanciarmi nella lettura anche di questo secondo romanzo, che mi ha piacevolmente colpito, anche se non come il primo.

La storia è sicuramente scritta in una maniera chiara e capace di mostrare al lettore la vera India, intrisa di sapori, colori e profumi tipici del luogo, per uno spaccato realistico in grado di farlo sentire davvero parte di quella realtà; dentro a questa realtà ben conosciuta, entrano in gioco anche i rapporti famigliari tra le quattro protagoniste, che consentono un approfondimento ulteriore dei personaggi.

L'autrice ha scelto di dedicare anche questo libro alle donne, celebrando quella forza di volontà che si trovano costrette a tirare fuori in determinate circostanze, ben rappresentata dalle quattro protagoniste femminili che sono caratterizzate da una grande resilienza.

Lo consiglio a tutte le donne, quindi, che abbiano voglia di sentirsi più sicure di sé.

5. LA CASA DEI FIORI SELVATICI

Mathangi Subramanian

“Quelli che sono nati qui non vedono nulla al di là del cartello SWARGAHALLI, così si leggeva un tempo. Lettere inglesi, dritte come soldati. Lettere kannada, curve come il destino. Ormai il cartello è spaccato in due, distrutto da uno dei bulldozer che la città ha mandato a cancellarci la prima volta, o forse la seconda o la terza. (Dopo un po’ abbiamo spesso di contarle.) Rimane soltanto SWARGA.

Swarga? Come il termine sancrito per ‘Paradiso’? Questo posto?

Paradiso? Questo posto? Facciamo eco noi.

A volte ridono. A volte anche noi. Ma in genere noi non ridiamo. Perché quel cartello non è giusto. Ma non è neppure sbagliato.”

Subramanian ci porta a Bangalore, a Swargahalli, una baraccopoli della periferia più povera, dove vivono cinque ragazze che frequentano la scuola del villaggio e che insieme cercano di sopravvivere a un mondo difficile e ingiusto per le donne, che tuttavia rappresentano l’unica speranza per il futuro di un villaggio che vive in totale povertà.


In un mondo che le vuole succubi e senza istruzione, Padma, Rukshana, Banu, Deepa e Joy crescono insieme e scoprono che le difficoltà sono opportunità per migliorarsi, che le diversità che le caratterizzano sono doni capaci di renderle uniche, ma soprattutto, che è fondamentale starsi vicine, supportarsi ed essere solidali l’una con l’altra per non soccombere.

Proprio quando i bulldozer si preparano a radere al suolo la baraccopoli per fare posto a un centro commerciale, le cinque ragazze – ormai inseparabili – scelgono di mettersi in gioco e di combattere per il bene di “Paradiso” che, per quanto sporco e povero, nasconde comunque una sua bellezza, quella tipica di ciò che per ciascuno di noi si definisce “casa”.


TIPS – A chi lo consiglio:

Anche in questo caso l’autrice riesce a realizzare un chiaro spaccato dell’India, descrivendo in modo accurato la situazione, l’ambiente in cui si svolge la trama e anche le caratteristiche dei personaggi.

La storia è sempre incentrata sulle donne, sulla condizione in cui vivono in un Paese povero e, più precisamente, in una baraccopoli della periferia indiana.

Nel corso della storia emergono la forza e la crescita dei personaggi femminili che, nonostante la loro condizione difficile, riescono comunque a supportarsi e a farsi forza gioendo dei loro piccoli traguardi.

Nonostante l’ambientazione e la crudezza di una situazione che vede le donne messe in secondo piano se non addirittura sottomesse agli uomini, è un libro scorrevole e non pesante che consiglio a tutti coloro a cui interessa in generale il tema del femminismo e che vogliono conoscere a fondo una realtà indiana che in alcuni casi è ancora, purtroppo, contemporanea.

 
 
 
 

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